01 Settembre 2026

L’Arazzo di Bayeux: una storia millenaria attraversa la Manica

Per la prima volta in quasi un millennio, l'Arazzo di Bayeux lascia la Normandia. Dal 10 settembre 2026 all'11 luglio 2027, questo straordinario ricamo - quasi 70 metri di lana cucita su lino, che racconta la conquista normanna dell'Inghilterra nel 1066 - sarà esposto al British Museum di Londra.

Per la prima volta in quasi un millennio, l’Arazzo di Bayeux lascia la Normandia. Dal 10 settembre 2026 all’11 luglio 2027, questo straordinario ricamo – quasi 70 metri di lana cucita su lino, che racconta la conquista normanna dell’Inghilterra nel 1066 – sarà esposto al British Museum di Londra. Scala, agente ufficiale del British Museum, della Reunion des Musée Nationaux (RMN), oltre che di molte tra le più importanti collezioni museali del mondo, è lieta di accompagnare questo prestito emozionante ed eccezionale con una ricca selezione di immagini dedicate all’Arazzo, alla Normandia e ai protagonisti di uno degli anni più cruciali della storia europea. 

Pochi oggetti nella storia del mondo raccontano un singolo evento in modo così vivido, o così ostinato, come l’Arazzo di Bayeux. Cinquanta scene, cinquantasette iscrizioni in latino, settanta metri di narrazione ricamati da mani di cui non conosceremo mai il nome: è la narrazione medievale nella sua forma più immediata. A distanza di quasi mille anni, resta ancora il resoconto più vicino che abbiamo a un racconto coevo della battaglia di Hastings, che ridisegnò la mappa dell’Inghilterra.

Cinquanta scene, una conquista

Il ricamo si dipana come un cinegiornale medievale. La sua narrazione si sviluppa in circa 50 scene.

Si apre con la morte di re Edoardo il Confessore e la contesa successione al trono d’Inghilterra, segue Harold Godwinson nel suo fatale viaggio in Normandia e nel suo giuramento di fedeltà al duca Guglielmo, per poi soffermarsi sull’incoronazione di Harold come re, un atto che l’Arazzo presenta come un tradimento.

La cometa di Halley brilla nel cielo come presagio di sciagura. La flotta di Guglielmo viene costruita, rifornita e varata.

E ad Hastings, la storia giunge alla sua brutale conclusione con la morte di Harold.

Intorno a questa narrazione centrale corre un bordo che sembra prendere vita con animali, favole tratte da Esopo, creature mitiche e, in alcuni punti, raffigurazioni crude dei morti e dei feriti lasciati dalla battaglia.

Un ricamo con il nome di un arazzo

L’Arazzo di Bayeux non è affatto un arazzo. Nonostante il suo nome, l’Arazzo di Bayeux è un ricamo.

I veri arazzi sono tessuti, con il disegno creato direttamente durante la tessitura, intrecciando fili di trama colorati con l’ordito. L’Arazzo di Bayeux, al contrario, è ricamato: nove pannelli di lino cuciti insieme a formare una striscia di 70 metri, con filo di lana cucito sul tessuto già finito, usando tecniche come il punto erba e il punto piatto (couching). Il termine improprio è rimasto per ragioni storiche – in francese, “tapisserie” veniva a lungo usato in senso lato per indicare qualsiasi tessuto decorativo da parete, indipendentemente dalla tecnica – e quando gli storici dell’arte tracciarono una distinzione tecnica più netta, il nome era ormai entrato nella memoria collettiva.

Commissionato da un vescovo, attribuito a una regina

Chi lo abbia realizzato davvero resta oggetto di dibattito accademico, sebbene la maggior parte degli storici concordi oggi sul fatto che sia stato il vescovo Odo di Bayeux – fratellastro di Guglielmo il Conquistatore – a commissionare l’opera, molto probabilmente per commemorare la conquista e consolidare l’autorità normanna sulla nuova Inghilterra sottomessa.

Il disegno dell’Arazzo, in altre parole, fu quasi certamente concepito nel Kent e ricamato da ricamatrici inglesi il cui lavoro ad ago era famoso in tutto il continente.

La tenace leggenda francese che attribuisce l’opera alla regina Matilde, moglie di Guglielmo – l’Arazzo viene ancora talvolta chiamato “Tapisserie de la Reine Mathilde” – non regge a un esame accurato, ma si è dimostrata quasi altrettanto duratura del ricamo stesso.

Perché è ancora importante

A quasi mille anni dall’ultimo punto ricamato, l’Arazzo di Bayeux resta una delle finestre più ricche sopravvissute sulla guerra, la politica e l’artigianato medievali. Non è semplicemente il resoconto di una battaglia — è una lezione magistrale di narrazione visiva e propaganda, le cui tecniche continuano a plasmare il modo in cui oggi comprendiamo la Conquista. Che lo si avvicini da storico, da appassionato d’arte o semplicemente da curioso di uno degli oggetti più iconici del Medioevo, l’Arazzo racconta una storia avvincente oggi quanto doveva esserlo nel 1066 e, per la prima volta da generazioni fuori dalla Francia, è a Londra che lo si può ammirare.

Quasi perduto, salvato più volte. Ora attraversa la Manica

Che l’Arazzo sia sopravvissuto è già di per sé un piccolo miracolo. Durante la Rivoluzione francese rischiò la distruzione, e secondo alcune fonti fu quasi requisito per coprire carri militari. Durante la Seconda guerra mondiale attirò l’attenzione di studiosi tedeschi, incuriositi dai suoi presunti legami con la mitologia ariana e anglosassone, e fu spostato più volte per essere messo in salvo, prima di tornare infine a Bayeux al termine del conflitto.

La casa dell’Arazzo è il Museo di Bayeux in Normandia, a mezz’ora dalle spiagge dello sbarco, dove è normalmente esposto per l’intera lunghezza, con un’audioguida che accompagna i visitatori scena per scena attraverso il racconto. Quest’anno, eccezionalmente, viaggia: dal 10 settembre 2026 all’11 luglio 2027, il British Museum di Londra ospiterà l’Arazzo per quello che si preannuncia come l’evento espositivo del decennio per la storia medievale.

Scala, agente ufficiale del British Museum e di numerose altre istituzioni europee che custodiscono materiale legato al 1066 – dall’architettura normanna ai reperti anglosassoni – è lieta di mettere a disposizione un’ampia gamma di immagini legate all’Arazzo, alla Conquista e al più ampio contesto in cui fu realizzato, per licenze editoriali e commerciali.

Se desiderate approfondire l’Arazzo stesso, la conquista normanna o le collezioni del British Museum richiedete una ricerca di immagini personalizzata.

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In copertina: “Bayeux Tapestry,” Pannello 29B: Harold presta giuramento a Guglielmo, quindi si prepara a tornare in Inghilterra via nave – RM08241 

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