01 Febbraio 2024

Parigi. La città dell’amore negli scatti di Brassaï, André Kertész e Willy Ronis

In occasione di San Valentino, la festa degli innamorati, Scala è lieta di condurti in viaggio per Parigi.

Alcuni dei più celebri Maestri della fotografia del Novecento, rappresentati da Scala via Reunion des Muéees Nationaux, ci condurranno in questo tour per immagini della Ville Lumière. 

Parigi. La città dell’amore, e non solo.

Capitale romantica per eccellenza, in prima battuta Parigi deve la sua notorietà alla letteratura. Quante storie d’amore sono state ambientate nella capitale francese? Da Flaubert (L’Educazione sentimentale) a Zola (Nanà), da Colette (Chérie) a Muriel Barbery (L’eleganza del riccio) Parigi ospita da secoli le vicende di moltissimi personaggi, arricchendo il nostro immaginario sulla città con descrizioni di luoghi vissuti o anche solo immaginati, recenti o passati. 

Il cinema contribuisce a fissare nella nostra memoria le immagini della città del secondo Novecento, in bianco e nero così come a colori. Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard ci regala lunghe passeggiate sugli Champs-Elysées. Il Meraviglioso Mondo di Amélie ci fa correre tra una stazione e l’altra passando per Montmartre. Così Midnight in Paris di Woody Allen ci accompagna tra la Rive Gauche della Sorbona e della Chiesa di St. Etienne e ci fa entrare in locali alla moda come il Restaurant Polidor e il Moulin Rouge. 

Alla narrazione della città veicolata dalla Letteratura e dal Cinema si affianca lo sfaccettato universo delle Arti Visive. 

Potremmo scomodare molti celebri pittori che nei secoli si sono dedicati a ritrarre Parigi, soprattutto quelli che ne hanno documentato le trasformazioni otto-novecentesche come Monet, Caillebotte, Van Gogh, Delaunay per citarne alcuni; tuttavia, oggi il nostro viaggio si snoda attraverso gli scatti fotografici di importanti Maestri della fotografia del Novecento.

Il prestigioso accordo tra Scala e la Reunion des Muéees Nationaux (RMN) ci permette di approfondire il ritratto di Parigi grazie alle immagini di Brassaï, André Kertész, Willy Ronis, grandi interpreti della fotografia in bianco e nero.

Brassaï. L’occhio di Parigi.

Brassaï (Gyula Halász), nato a Brazov in Ungheria (oggi Romania) ma naturalizzato francese, è forse uno degli interpreti più noti della Parigi tra le due guerre mondiali. 

Trasferitosi nella capitale francese a partire dal 1924, Brassaï scopre la propria vocazione per la fotografia lavorando come giornalista, frequentando i vivaci quartieri di Montparnasse e Montmartre, quartieri capaci di attirare pittori, scrittori, poeti e musicisti. A contatto con un vivace circolo di espatriati come lui, artisti e scrittori, il fotografo esplorò una Parigi notturna, emarginata, fino ad allora poco nota. 

Lo scrittore Henry Miller soprannominò l’amico Brassaï “l’occhio di Parigi”. A noi piace sottolineare il grande amore del fotografo per questa città: un amore a priva vista, totale. 

Le fotografie di Brassaï celebrano da una parte la bellezza della vita quotidiana della gente comune, l’eleganza e la raffinatezza dell’élite, dall’altra ritraggono vicoli nebbiosi, caffè poco illuminati, la vibrante anima della città dopo il tramonto popolata da prostitute, bevitori, festaioli. 

Il quartiere di Parigi più immortalato da Brassaï è senza dubbio Montparnasse

Tra le due guerre Parigi in generale, e Montparnasse in particolare, offriva un rifugio ad artisti e intellettuali in fuga dai tumulti e dalle incertezze delle terre d’origine. La cultura dei caffè della città, dei salotti letterari e delle gallerie d’arte d’avanguardia fornivano un terreno fertile per lo scambio di idee e la coltivazione di movimenti artistici. 

Guarda qui tutte le fotografie di Brassaï già disponibili in Scala.

André Kertész. Io scrivo la luce.

Nato a Budapest nel 1894, André Kertész lascia l’Ungheria nel 1925 per approdare a Parigi. Ed è proprio in questa città che, grazie alla guida del proprio maestro e connazionale Brassaï, si afferma come fotografo e grande interprete di una poetica legata al surrealismo nonostante l’uso del mezzo tecnico. 

Anche Kertész arriva in una Parigi degli Anni Venti ricca di opportunità inaspettate, soprattutto nel mondo della fotografia. Sono gli anni in cui vengono fondate prestigiose riviste illustrate, la fotografia viene utilizzata come mezzo espressivo dalle Avanguardie artistiche, in città lavorano ed espongono fotografi surrealisti come Man Ray e Berenice Abbott ma si incontrano anche i giovani Henri Cartier-Bresson e Robert Doisneau.

Ballerina di burlesque, Parigi 1926 © André Kertész / RMN-Grand Palais /Dist. Photo SCALA, Firenze

Noto per l’approccio innovativo della composizione, dell’uso di luci e ombra, Kertész cattura la bellezza della vita di tutti i giorni concentrandosi su piccoli momenti intimi che ad altri passerebbero inosservati. Amore per la geometria e per la forma rendono gli scatti di questo autore accattivanti ed evocative. 

Fotografo il quotidiano della vita, quello che poteva sembrar banale prima di avergli donato nuova vita, grazie ad uno sguardo nuovo. Amo scattare quel che merita di essere fotografato, il mondo quindi, anche nei suoi squarci di umile monotonia”

Parigi diventa per circa un decennio (tra il 1925 e il 1936, anno in cui si trasferisce a New York) uno dei soggetti preferiti di Kertész, anche quando la città non è mostrata. Potremmo dire che attraverso l’obiettivo di questo fotografo possiamo conosce una città fatta di interni e di dettagli.

Nelle sue Cartoline così come nella serie Distorsioni il Maestro mette tutta la “sua” Parigi, intesa come lo spirito del tempo e della città ma anche un senso di intimità e introspezione che invita gli spettatori ad approfondire l’esperienza umana di questa città dai mille volti e dalle mille possibilità.

Guarda qui tutte le fotografie di André Kertész già disponibili in Scala.

Willy Ronis. Guardare Parigi con il cuore negli occhi.

Figlio di immigrati ebrei provenienti dall’Europa orientale, Willy Ronis si avvicinò alla fotografia negli anni Trenta, in una Parigi agitata dalla politica e prossima agli orrori della guerra. Tra gli scatti più celebri e che meglio rappresentano questo autore, tuttavia, ci sono i reportage degli anni Cinquanta, a caccia della bellezza dell’ordinario, animato dalla costante ricerca di un significato universale dell’esistenza.

Insieme al gruppo dei cosiddetti “fotografi umanisti”, Ronis coglie il volto sorridente della Francia del dopoguerra. Dipinge la Parigi di Belleville e Ménilmontant, fatte di scene idilliache e fiabesche:

 con passanti affaccendati

con giochi di bambini

e baci tra innamorati

Gli innamorati del Petit-Pont, Parigi, 1957  © Willy Ronis / RMN-Grand Palais /Dist. Photo SCALA, Firenze

Guarda qui tutte le fotografie di Willy Ronis già disponibili in Scala.

“Fotografare coppie sulle rive della Senna in primavera – che cliché! Ma perché privarsi del piacere? (…) Ogni volta che incontro degli innamorati, la mia macchina fotografica sorride; lasciatela fare il suo lavoro”. 

E con questa ultima citazione, Scala vi augura un felice San Valentino!

—-

Se avete piacere di ricevere altre informazioni sulle collezioni di Fotografia rappresentate da Scala, potete consultare la pagina dedicata del sito. Per ricerche di contenuti siamo sempre a disposizione. Contattaci   

Scala rappresenta ufficialmente RMN – Reunion des Muéees Nationaux per tutti i clienti con sede in Italia e UK. Visita qui l’elenco completo dei Fotografi di cui Scala può gestire il copyright a livello internazionale.

****

In copertina: Gli amanti della Bastille, Parigi, 1957 © Willy Ronis / RMN-Grand Palais /Dist. Photo SCALA, Firenze

Condividi