{"id":27180,"date":"2023-09-01T12:12:36","date_gmt":"2023-09-01T10:12:36","guid":{"rendered":"https:\/\/scalarchives.com\/?p=27180"},"modified":"2023-09-29T10:31:27","modified_gmt":"2023-09-29T08:31:27","slug":"voi-premete-il-pulsante-noi-facciamo-il-resto-dalla-kodak-no-1-alla-fotografia-a-colori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/voi-premete-il-pulsante-noi-facciamo-il-resto-dalla-kodak-no-1-alla-fotografia-a-colori\/","title":{"rendered":"Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto. Dalla Kodak No.1 alla fotografia a colori"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 4 settembre ricorre il 135\u00b0 anniversario della nascita del marchio Kodak e della prima macchina fotografica a pellicola, come da brevetto n. 3888,850 depositato nello Stato di New York da George Eastman.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un filo sottile collega questo anniversario alla nascita degli archivi Scala, fondati nel 1953 a Firenze, da settant\u2019anni luogo di promozione e conservazione della fotografia a colori (con l\u2019immancabile scala cromatica Kodak) e promotore della fruizione delle opere d\u2019arte, a colori e per tutti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"741\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP26946-1024x741.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27181\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP26946-1024x741.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP26946-300x217.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP26946-768x556.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP26946.jpg 1382w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/02541662\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019inventore, industriale e pioniere della fotografia americano George Eastman (sinistra, 1854-1932) e l\u2019inventore americano Thomas Alva Edison (destra, 1847-1931) nel Giugno 1928 con una cinepresa nella casa di Eastman a Rochester, New York, USA. SP26946<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">George Eastman e la nascita della Kodak<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 1888 \u00e8 un anno fondamentale per lo sviluppo della fotografia come la conosciamo oggi. Il 4 settembre 1888 George Eastman registra il marchio Kodak e deposita il brevetto per la fotocamera Kodak No.1, la prima macchina fotografica a rullino.<br>Per capire l\u2019innovazione che questa macchina fotografica ha comportato \u2013 cos\u00ec come il marchio Kodak stesso \u2013 bisogna pensare come, prima del 1888, venissero scattate e sviluppate le fotografie.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"772\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0164821-772x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27185\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0164821-772x1024.jpg 772w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0164821-226x300.jpg 226w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0164821-768x1019.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0164821.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/02579059\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Arco di Settimio Severo e Leone Capitolino, 1842. Dagherreotipo, (lastra unica), cm 24 \u00d7 19.1. Museum of Modern Art (MoMA), New York, USA &#8211; 0164821<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il primo processo fotografico, la dagherrotipia &#8211; che prende il nome dal francese Louis Jacques Mand\u00e9 Daguerre &#8211; venne presentato al pubblico nel 1839. Il dagherrotipo si otteneva applicando uno strato d\u2019argento su una lastra di rame, che, tramite dei vapori di iodo, diventava fotosensibile. Esponendolo alla luce per una decina di minuti, e poi utilizzando dei vapori di mercurio, la zona precedentemente esposta alla luce assumeva una colorazione biancastra. Si ottenevano cos\u00ec deI primi esemplari di fotografia, velocemente rimpiazzati dalla nuova tecnica del collodio umido (1851).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"617\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0159940-1024x617.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27189\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0159940-1024x617.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0159940-300x181.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0159940-768x462.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_0159940.jpg 1357w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/01581569\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Muybridge, Eadweard J. (1830-1904) Cavalli, Correre; Mahomet (Illinois). Studi di scorci, 1878-79. Stampa all&#8217;albumina d&#8217;argento da un negativo in vetro al collodio umido, realizzata nel 1881, cm. 14 x 23.1. Museum of Modern Art (MoMA), New York, USA &#8211; 0159940<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La tecnica del collodio (sostanza di nitrocellulosa) umido consisteva nel ricoprire una lastra di vetro con la sostanza diluita in alcol ed etere, a cui venivano aggiunti ioduro di potassio e bromuro di cadmio. Veniva poi immersa in una sostanza di nitrato d\u2019argento che la rendeva fotosensibile. La lastra doveva essere sviluppata, ancora umida, in una soluzione di solfato. Nacquero cos\u00ec i primi \u201cnegativi\u201d fotografici, come li intendiamo oggi.<br><em>\u201cTutte queste operazioni dovevano essere compiute rapidamente, prima che il collodio si asciugasse e divenisse impermeabile alle soluzioni richieste dal procedimento. Perci\u00f2 il fotografo non poteva essere troppo lontano da una camera oscura\u201d<\/em> annota Beaumont Newhall in \u201cStoria della fotografia\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_ME01890-1024x803.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27193\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_ME01890-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_ME01890-300x235.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_ME01890-768x602.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_ME01890.jpg 1275w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/01723342\">Pierson, Pierre-Louis (1822-1913) Elvira, 1861-67, stampa del 1940 ca. Stampa alla gelatina ai sali d&#8217;argento, 36.8 x 41.6 cm. Metropolitan Museum of Art, New York, USA &#8211; ME01890<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il passaggio successivo fu il procedimento alla gelatina e sali d\u2019argento. Introdotto negli anni \u201870 dell\u2019Ottocento (i cui i primi esperimenti si devono a Richard Lech Maddox) tale metodo fu il catalizzatore della diffusione a livello sociale della fotografia, determinando non solo la nascita di industrie fotografiche ma anche quella della cinematografia. Noto anche come \u201clastre secche\u201d, aveva come vantaggio la conservabilit\u00e0, poich\u00e9 l\u2019emulsione di gelatina e sali alcalini unita al nitrato d\u2019argento si scopr\u00ec avesse la capacit\u00e0 di essiccarsi sul supporto scelto.<br>Fu cos\u00ec che George Eastman, appassionato di fotografia, nel 1879, svilupp\u00f2 una macchina per rivestire lastre di vetro con la sostanza gelatinosa e, in un secondo momento, fond\u00f2 la Eastman Film and Dry Plate Company, che verr\u00e0 poi rinominata Eastman Kodak, facendo cos\u00ec nascere il marchio che conosciamo oggi.<br>Sono gli anni tra il 1881 e il 1888 in cui, dalla mente di George Eastman, prese vita il rullino fotografico. Speriment\u00f2 a lungo per creare dei rullini flessibili che potessero sostituire completamente le lastre. Brevett\u00f2 in questi anni il primo rullino fotografico flessibile, a bobina, su cui bas\u00f2 il progetto della macchina fotografica Kodak No.1.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/redirect.php?7,LB6287_ff70e67d\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Guarda una selezione di dagherrotipi e prodotti fotografici<\/a> ottenuti con tecniche precedenti alla nascita del rullino Kodak.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Conserving one of the oldest photographs in MoMA&#039;s collection | CONSERVATION STORIES\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1O88Vc-cC4I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il pi\u00f9 antico dagherrotipo della loro collezione e la sua conservazione presso il Museum of Modern Art (MoMA), New York, USA<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Kodak No. 1 e la democratizzazione della fotografia<\/h2>\n\n\n\n<p>La fotografia, prima di George Eastman e della Kodak No.1, era un processo complicato, non fruibile ai pi\u00f9, che necessitava di capacit\u00e0 specifiche. Nasce cos\u00ec l\u2019idea dell\u2019imprenditore americano: aprire ad un pubblico amatoriale la pratica della fotografia, intercettando e stimolando il desiderio di coloro che non avevano la possibilit\u00e0 di studiare i processi e acquistare macchinari complessi di vedere la propria vita quotidiana ritratta. Il 1888 fu dunque un anno rivoluzionario per lo sviluppo della fotografia come la conosciamo oggi: un prodotto di massa, relativamente economico, intuitiva da utilizzare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"782\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E043589-1024x782.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27198\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E043589-1024x782.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E043589-300x229.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E043589-768x587.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E043589.jpg 1309w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/00973839\">Una versione della prima fotocamera Kodak, sviluppata da George Eastman. Stampa di Poyej in &#8216;La Nature&#8217; 1887 &#8211; E043589<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"799\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E058449-1024x799.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27202\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E058449-1024x799.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E058449-300x234.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E058449-768x600.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E058449.jpg 1281w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/00974661\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fotocamera Kodak 1930. Presso gli stabilimenti Kodak di Wealdstone, in Inghilterra, dove venivano prodotte queste fotocamere, ognuna testata da uno scienziato per garantire una messa a fuoco nitida. Fotografia non attribuita per Barnaby&#8217;s Studios Ltd. Engraving. &#8211; E058449<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La rivoluzione di Eastman consisteva non solo nella creazione di una macchina fotografica compatta e dal semplice utilizzo \u2013 bastava schiacciare un tasto, come dice il famoso slogan &#8211; ma soprattutto nell\u2019uso di una pellicola avvolgibile, sulla quale il materiale fotosensibile era cosparso su carta, che riusciva quindi ad eliminare l\u2019uso di lastre di metallo o vetro, velocizzando il processo fotografico. \u00c8 questo l\u2019avvento delle fotocamere a pellicola.<br>La Kodak No. 1 costava 25 dollari, ed era precaricata con un rullino con 100 potenziali scatti. Era possibile spedire i negativi, per 10 dollari, a Rochester (New York) per essere sviluppati. L\u2019azienda avrebbe rimandato indietro la fotocamera caricata con un nuovo rullino, i negativi, e le fotografie sviluppate. Le pubblicit\u00e0 Kodak del 1888 affermavano anche che qualsiasi amatore poteva &#8220;finire i propri scatti&#8221;, svilupparli autonomamente, e, se necessario, i rotoli di pellicola di ricambio venivano venduti a 2 dollari l\u2019uno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"712\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E264516-1024x712.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27206\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E264516-1024x712.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E264516-300x209.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E264516-768x534.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E264516.jpg 1438w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/01162856\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Stampa fotografica, pubblicit\u00e0 Kodak Film, e gli sviluppatori, Heppells Ltd. &#8211; E264516<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Liberando cos\u00ec il fotografo dal complicato e costoso processo di sviluppo della pellicola, la fotografia diventa pi\u00f9 accessibile che mai. Nel catturare momenti e ricordi quotidiani, le istantanee circolari distintive della Kodak (inizialmente circolari per evitare la perdita di definizione agli angoli), hanno definito un nuovo stile di fotografia: informale, personale e divertente.<br>Lo slogan \u201cYou Press the Button, We Do the Rest\u201d divenne popolare. Le campagne pubblicitarie coinvolsero per la prima volta un pubblico nuovo: donne e bambini. La stessa parola Kodak divenne in uso nel linguaggio comune: kodaking, kodakers, kodakery.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E039904-783x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27214\" width=\"783\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E039904-783x1024.jpg 783w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E039904-229x300.jpg 229w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E039904-768x1005.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E039904.jpg 979w\" sizes=\"auto, (max-width: 783px) 100vw, 783px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/00942326\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pubblicit\u00e0 Kodak, 1917. &#8211; E039904<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"656\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP31298-656x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27210\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP31298-656x1024.jpg 656w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP31298-192x300.jpg 192w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP31298-768x1199.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP31298-984x1536.jpg 984w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_SP31298.jpg 820w\" sizes=\"auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/02537306\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pubblicit\u00e0 Kodak, anni &#8217;30 &#8211; SP31298<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;entusiasmo per il prodotto e per l\u2019azienda fecero s\u00ec che Kodak fosse capace di dominare il mercato fino agli anni 2000 e al conseguente avvento della fotografia digitale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"796\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E059200-1024x796.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27218\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E059200-1024x796.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E059200-300x233.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E059200-768x597.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E059200.jpg 1287w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/00988264\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Persone davanti a un negozio di fotocamere Kodak guardando le occasioni in vetrina. <br>Fotografia non attribuita, per Barnaby&#8217;s Studios Ltd 1960s. &#8211; E059200<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/offer\/00000555\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Guarda una selezione di immagini<\/a> dai nostri archivi dedicata a materiali pubblicitari e relativi alla Kodak.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La prima pellicola a colori<\/h2>\n\n\n\n<p>La sperimentazione per ottenere fotografie a colori inizi\u00f2 gi\u00e0 a fine XIX secolo, utilizzando soprattutto filtri a separazione di colore. Uno dei primi successi fu l\u2019Autochrome dei fratelli Lumi\u00e8re: procedimento di fotografia basato sulla sintesi additiva, che consisteva nell&#8217;applicare ad una lastra di vetro una soluzione di fecola di patate tinta di rosso, verde e blu, a cui veniva aggiunto un sottile strato di emulsione fotosensibile. Tale processo produceva un&#8217;immagine in negativo che, una volta invertita, poteva essere proiettata.<br>Kodak inizi\u00f2 la ricerca sull&#8217;immagini a colori nei suoi laboratori gi\u00e0 nel 1910 sperimentando una serie di processi, ma nessuno di questi si dimostr\u00f2 pienamente soddisfacente fino agli anni \u201830.<br>Kodachrome (la prima pellicola a colori) nasce da due uomini chiamati Leopold: Godowsky Jr. e Mannes, musicisti scienziati che lavoravano presso la struttura di Kodak a Rochester. Passarono anni a perfezionare la loro tecnica, che risult\u00f2 per la prima volta nel 1935 in pellicole da 16 mm chiamate Kodachrome \u2013 in cui tre emulsioni, ciascuna sensibile a un colore primario, erano rivestite su una singola base di pellicola \u2013.<br><em>&#8220;La pellicola stessa \u00e8 fondamentalmente in bianco e nero&#8221;<br><\/em>Mentre tutte le pellicole a colori avevano coloranti stampati direttamente sul materiale cinematografico, il colorante di Kodachrome non vieniva aggiunto fino al processo di sviluppo. Per 20 anni dunque, chiunque volesse sviluppare pellicole Kodachrome doveva inviarle a un laboratorio Kodak, che controllava tutte le lavorazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E450464.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27222\" width=\"840\" height=\"833\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E450464.jpg 1008w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E450464-300x298.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E450464-150x150.jpg 150w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_E450464-768x762.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/02437067\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Scatola per rullino cinematografico a colori Kodachrome 16mm realizzato negli Stati Uniti. <br>Questa particolare scatola \u00e8 per rullini ad uso interno mediante illuminazione al tungsteno o alla luce del giorno con un filtro &#8211; E450464<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La sua relativa facilit\u00e0 d&#8217;uso ha reso la pellicola Kodak dominante sia fra i professionisti che fra i dilettanti per la maggior parte del XX secolo. Con Kodachrome vennero documentati alcuni fra i pi\u00f9 importanti eventi: una versione a colori dell&#8217;esplosione dell&#8217;Hindenburg nel 1936 venne scattata con Kodachrome, nel 1953 fu utilizzata da Edmund Hillary in cima del Monte Everest;&nbsp; Abraham Zapruder cattur\u00f2 l&#8217;assassinio del presidente Kennedy con una pellicola Kodachrome 8-mm a Dallas. Kodak permise alle riviste femminili e ai rotocalchi di vedere un mondo a colori.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"783\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_DA90324-783x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27226\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_DA90324-783x1024.jpg 783w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_DA90324-230x300.jpg 230w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_DA90324-768x1004.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_DA90324.jpg 979w\" sizes=\"auto, (max-width: 783px) 100vw, 783px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/02627875\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norkay al campo 4 il giorno prima di conquistare la vetta dell&#8217;Everest, 1953 &#8211; DA90324<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"982\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_RM10595-982x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27230\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_RM10595-982x1024.jpg 982w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_RM10595-288x300.jpg 288w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_RM10595-768x801.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scala_RM10595.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 982px) 100vw, 982px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/02598113\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Evita et le g\u00e9n\u00e9ral Peron, Buenos Aires, Argentine. Freund, Gisele. IMEC, Saint-Germain-la-Blanche-Herbe, France &#8211; RM10595<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dopo gli anni 2000, a causa della fotografia digitale, la richiesta generale di pellicole \u00e8 diminuita notevolmente e il Kodachrome \u00e8 definitivamente uscita di produzione dal 2009.<br>Ma, prima del suo declino, Kodachrome \u00e8 stato per anni un iconico e rivoluzionario strumento per fotografi e dilettanti di tutto il mondo. Per capire l\u2019impatto che la pellicola Kodachrome ha avuto sul microcosmo della fotografia possono essere fatti alcuni esempi. Come fu Gis\u00e8le Freund, una delle pioniere della fotografia a colori: la fotogiornalista e ritrattista scatt\u00f2 alcune delle sue pi\u00f9 importanti opere con un rullino Kodachrome. Senza nessun insegnamento scolastico Freund intraprese la nuova corrente di fotografia a colori e la fece sua: fra le pi\u00f9 importanti persone fotografate troviamo Frida Kahlo, Sylvia Beach e Henri Matisse, alcuni dei personaggi pi\u00f9 influenti del tempo.<br><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/redirect.php?7,LB6288_762761b8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Guarda una selezione di scatti di Gisele Freund<\/a>, autrice di importanti reportage a colori del Novecento, di cui Scala \u00e8 lieta di rappresentare il copyright di questa fotografa tramite RMN in Italia e UK.<br>E per sottolineare l\u2019influenza che Kodachrome ha avuto sulla fotografia, possiamo notare come l\u2019onore e l\u2019onere di utilizzare l\u2019ultima pellicola Kodakchrome prodotta \u2013 The Last Roll of Kodachrome &#8211; sia stato dato a Steve McCurry, fotografo statunitense, autore della fotografia \u201cRagazza Afgana\u201d. L\u2019iconica foto della pi\u00f9 celebre copertina del periodico National Geographic venne difatti scattata con una pellicola Kodachrome nel 1984.<br>E cos\u00ec, con 36 scatti, McCurry chiude un ciclo durato quasi un secolo: quello della prima pellicola a colori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019archivio Scala e la fotografia a colori<\/h2>\n\n\n\n<p>SCALA Istituto Fotografico Editoriale nasce a Firenze nel 1953, fondato da due giovani studenti di storia dell\u2019arte con la passione per la fotografia, John Clark e Mario Ronchetti, incoraggiati e sostenuti dal loro celebre professore Roberto Longhi. L\u2019idea innovativa di Longhi fu quella di fotografare professionalmente le opere d\u2019arte, inclusa l\u2019architettura, per la prima volta a colori, e mettere tali immagini a disposizione del mondo editoriale per favorire lo studio delle opere d\u2019arte.Poco dopo alla fotografia a colori di alta qualit\u00e0 Scala aggiunse anche testi di eminenti storici dell\u2019arte e pubblic\u00f2 una serie di monografie d\u2019artista in varie lingue. Nacque cos\u00ec SCALA \u2013 Istituto Fotografico Editoriale.<br>All\u2019epoca le trasparenze non erano stabili e furono adottati diversi metodi per tenere traccia di possibili alterazioni cromatiche delle riprese fotografiche. Tra questi il metodo pi\u00f9 diffuso era l\u2019impiego delle scale colore e delle scale di grigio \u2013 le Kodak Color Control Patches \u2013 che venivano affiancate all\u2019opera da fotografare e formavano una guida cromatica standardizzata di riferimento per valutare le variazioni dei colori nel tempo. Ancora oggi, quando vengono rilevate variazioni, i tecnici del laboratorio fotografico interno di SCALA ripristinano abilmente lucidi e pellicole. Il laboratorio di Scala \u00e8 ancora oggi considerato tra i pi\u00f9 prestigiosi per la gestione dei fotocolor.<br>La scelta del nome dell\u2019azienda &#8211; SCALA &#8211; \u00e8 in riferimento a questa sistematica adozione della scala cromatica.<\/p>\n\n\n\n<p><br>***<\/p>\n\n\n\n<p>In copertina: <\/p>\n\n\n\n<p>Stampa fotografica, pubblicit\u00e0 Kodak Film, e gli sviluppatori, Heppells Ltd. &#8211; <a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/01162856\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">E264516<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 4 settembre ricorre il 135\u00b0 anniversario della nascita del marchio Kodak e della prima macchina fotografica a pellicola, come da brevetto n. 3888,850 depositato nello Stato di New York da George Eastman.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":27234,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-27180","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-curiosita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27180"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27426,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27180\/revisions\/27426"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27234"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}