{"id":25857,"date":"2023-05-19T17:21:39","date_gmt":"2023-05-19T15:21:39","guid":{"rendered":"https:\/\/scalarchives.com\/?p=25857"},"modified":"2025-01-02T19:18:24","modified_gmt":"2025-01-02T18:18:24","slug":"600-frammenti-e-una-fotografia-il-restauro-dei-giocatori-di-carte-di-bartolomeo-manfredi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/600-frammenti-e-una-fotografia-il-restauro-dei-giocatori-di-carte-di-bartolomeo-manfredi\/","title":{"rendered":"600 frammenti e una fotografia. Il restauro dei &#8220;Giocatori di carte&#8221; di Bartolomeo Manfredi"},"content":{"rendered":"\n<p>A trent\u2019anni dalla strage dei Georgofili, ordinata dall\u2019organizzazione criminale di Cosa Nostra, ricordiamo questo cupo anniversario che scosse Firenze e l\u2019Italia, con una storia di rinascita. Nel 2018, grazie anche al contributo fotografico dell\u2019Archivio SCALA, i 600 frammenti dell\u2019opera di Bartolomeo Manfredi i \u201cGiocatori di carte\u201d vennero riassemblati e l\u2019opera restituita alla collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Trenta anni fa, la strage dei Georgofili<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, alle ore 1.04, Firenze venne scossa da un fragore. Un\u2019autobomba deflagr\u00f2 nel centro storico, in via dei Georgofili. Le vittime furono 5, i feriti 48, molti gli sfollati. Tra gli edifici colpiti Palazzo Vecchio, la Chiesa di S. Stefano, la\u00a0Torre dei Pulci (sede dell\u2019accademia dei Georgofili), il Museo della Storia della scienza e della tecnica, la Galleria degli Uffizi e il Corridoio Vasariano. Le indagini vengono avviate rapidamente, si ipotizz\u00f2 che i mandanti fossero i vertici di Cosa Nostra, e che l\u2019episodio fosse collegato alle bombe di Roma e Milano di luglio 1993.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/saracenog_20230519110030627_ab702d413b89e670bb8a37e3a56e7b7e-2-731x1024.jpg\" alt=\"Vigili del fuoco al lavoro per soccorrere le vittime dell'attentato di mafia, Firenze, Italia, 27 maggio 1993. 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ANSA\/OLDPIX<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/saracenog_20230519110143218_7a9a4fe4c30303dda171521414cdb766-2-731x1024.jpg\" alt=\"Vigili del fuoco al lavoro per soccorrere le vittime dell'attentato di mafia, Firenze, Italia, 27 maggio 1993. 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ANSA\/OLDPIX<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La strage dei Georgofili lasci\u00f2 ferito anche il patrimonio storico-artistico di Firenze. Restano danneggiate, la maggior parte in modo lieve, il 25% delle opere esposte presso la Galleria degli Uffizi. Tra quelle pi\u00f9 danneggiate c\u2019\u00e8 la coppia di olii del pittore caravaggesco Bartolomeo Manfredi: \u201cIl Concerto\u201d e\u00a0 i &#8220;Giocatori di carte&#8221; (1617-1618). Quest\u2019ultima tela viene dilaniata e si pens\u00f2 addirittura distrutta per sempre.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo insieme a Daniela Lippi, restauratrice grazie al cui impegno nel 2018 l\u2019opera \u00e8 tornata presso il Museo, una testimonianza di rinascita e di speranza nonch\u00e9 di memoria dell\u2019atto criminoso. Ricordiamo anche che il restauro \u00e8 stato reso possibile grazie alla raccolta fondi \u201cCultura contro terrore\u201d, promossa nel giugno 2017 dal Corriere Fiorentino, Gallerie degli Uffizi e Ubi Banca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il restauro dei &#8220;Giocatori di carte&#8221; di Bartolomeo Manfredi.&nbsp;Intervista a Daniela Lippi.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-Manfredi-Bartolomeo-i-giocatori-di-carte-e1684509401669-1024x695.jpg\" alt=\"I giocatori di carte di Bartolomeo Manfredi, il quadro squarciato della galleria deli uffizi dalla bomba dei giorgofili\" class=\"wp-image-25858\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/01581556\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bartolomeo Manfredi, Giocatori di carte, Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia &#8211; Prima dell&#8217;attentato di Georgofili<\/a><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong><em>Il mestiere del restauratore conservatore \u00e8 complesso, a cavallo tra la storia dell&#8217;arte, il fare artistico, la tecnologia. Come sei arrivata al mondo del restauro? Come si \u00e8 modificato<\/em><\/strong><strong><em> il lavoro<\/em><\/strong><strong><em> in questi decenni anche grazie a internet e alle nuove tecnologie diagnostiche?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre amato disegnare e copiare fin dalla scuola elementare. Mi sono poi diplomata al liceo artistico di Firenze, quando era ancora in via Cavour. Al momento del diploma per\u00f2 capii che la carriera artistica non mi si confaceva e il pensiero and\u00f2 verso il mondo del restauro. Era il 1987 e la scuola dell\u2019Opificio delle Pietre Dure (OPD) era chiusa per un riordino interno. Per fortuna scoprii il corso di \u201caiuto restauro dipinti\u201d presso il Centro Formazione Professionale delle Regione Toscana, ideato e diretto da Alessandro Conti, studioso di fama internazionale, che aveva la ferma convinzione della necessit\u00e0 di una seria politica di manutenzione delle opere d\u2019arte, anche con la programmazione di minimi interventi mirati alla corretta conservazione. Ho cominciato da l\u00ec, avevo 19 anni. Nel 1993 riapr\u00ec la scuola dell\u2019OPD, tentai, ma eravamo circa 500 candidati per soli 3 posti. Nel frattempo, dopo un paio di anni di pratica, avevo cominciato a lavorare seriamente presso ditte di fiducia della Soprintendenza, mentre oggi ho un mio laboratorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Come altri mestieri, il restauro \u00e8 un campo dove non ci si pu\u00f2 (o non ci si deve) sentire arrivati. L\u2019opera d\u2019arte \u00e8 un unicum e come tale deve essere trattata: in base alla sua tecnica di realizzazione, alle condizioni conservative ed espositive e alle sue problematiche (intrinseche o dovute a cause esterne).&nbsp; Materiali e metodi di intervento sono in continua evoluzione, corsi di aggiornamento si susseguono ogni anno, sia riguardo al minor impatto ambientale che, soprattutto, alla salute dell\u2019operatore. In campo scientifico l\u2019evoluzione mira alla selezione e al riconoscimento del materiale da rimuovere, strato per strato, cos\u00ec da operare in modo selettivo e con estremo riguardo rispetto alla superficie pittorica e la sua complessa stratificazione. Un dipinto su supporto mobile in genere si tende a considerarlo bidimensionale mentre in realt\u00e0 \u00e8 composto da micro stratificazioni tridimensionali che interagiscono fra loro: il supporto in tela o legno, la preparazione stesa su di esso e destinata a raccogliere la pittura, lo stile della quale cambia in funzione anche della trasformazione sociale dell\u2019arte e dell\u2019evoluzione tecnologica (dalla pittura a tempera d\u2019uovo, all\u2019olio, all\u2019acrilico etc). La tecnica pittorica cambia nel corso dei secoli ed \u00e8 importante conoscerne i dettagli. Il restauratore dunque cerca di penetrare dentro questi materiali e il modo in cui venivano usati all\u2019epoca corrispondente alla genesi dell\u2019opera d\u2019arte. Le indagini diagnostiche di tipo non distruttivo, oltre alle caratteristiche esecutive, forniscono molte informazioni utili alla programmazione di un intervento il pi\u00f9 possibile mirato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12-apr-2018-1-731x1024.jpg\" alt=\"Particolare dell'opera di restauro dell'opera degli uffizi distrutta durante l'attentato dei georgofili\" class=\"wp-image-25935\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12-apr-2018-1-731x1024.jpg 731w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12-apr-2018-1-214x300.jpg 214w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12-apr-2018-1-768x1076.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12-apr-2018-1-1097x1536.jpg 1097w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12-apr-2018-1.jpg 1141w\" sizes=\"auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">12 aprile 2018 \u2013 durante la ricucitura vera e propria propedeutica all\u2019applicazione del nuovo supporto &#8211; Courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1008\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17-apr-2018-3.jpg\" alt=\"Particolari del restauro dell'opera i giocatori di carte di Bartolomeo Manfredi\" class=\"wp-image-25939\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17-apr-2018-3.jpg 720w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17-apr-2018-3-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">17 aprile 2018 \u2013 durante la ricucitura vera e propria propedeutica all\u2019applicazione del nuovo supporto &#8211; Courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Il &#8220;Giocatori di carte&#8221; di Bartolomeo Manfredi \u00e8 il simbolo della strage dei Georgofili. Squarciato dall&#8217;esplosione, fu ricostruito a distanza di 25 anni come un puzzle. Qual \u00e8 la storia conservativa di quest&#8217;opera e come si \u00e8 arrivati al suo restauro? Sarebbe stato pensabile con le risorse tecniche e tecnologiche degli anni Novanta?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il dipinto \u201cGiocatori di carte\u201d fa pendant con \u201cIl Concerto\u201d e, insieme, furono omaggio di Ferdinando II de Medici alla moglie Maria Maddalena d&#8217;Austria per il capodanno del 1626. Infatti il dipinto, oltre ad altri numeri di catalogazioni successive, riporta, in colore rosso, il numero 1359 dell\u2019inventario del Poggio Imperiale del 1695. Il cartaceo dell\u2019inventario riporta la seguente descrizione:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00ab(\u2026) 4 quadri in tela alti bracci 2 e 2\/3 larghi 3 e \u00bd dipintovi di mano del Caravaggio,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;in uno sei uomini che alcuni giocano alle carte, in uno alcuni che suonano un concerto, fra i quali<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>un cornetto e uno la cetra (&#8230;)\u00bb <\/em>&nbsp;(Cfr. Scheda n\u00b08 in Caravaggio e i caravaggeschi nelle Gallerie di Firenze, catalogo della mostra a cura di Evelina. Borea, Sansoni, Firenze, 1970.)<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro fu ritrovato nei depositi di Palazzo Pitti nel 1969 e fu sottoposto a restauro insieme a tutti gli altri dipinti dei caravaggeschi per la mostra del 1970 <em>Caravaggio e i caravaggeschi nelle Gallerie di Firenze<\/em> curata da Evelina Borea. Proprio all\u2019interno del catalogo di tale mostra si pu\u00f2 reperire descrizione dello stato di conservazione di tutte le opere esposte che, per l\u2019occasione, furono sottoposte a restauro a cura del Gabinetto dei Restauri della Soprintendenza Belle Arti di Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;I \u201cGiocatori di carte\u201d, assieme alle altre opere di Bartolomeo Manfredi, venne poi ricollocato all\u2019interno della Galleria degli Uffizi, nell\u2019allestimento del corridoio Vasariano del 1973 curato da Luciano Berti, nella sala dei caravaggeschi e davanti a quella stessa finestra, che si affaccia su via dei Georgofili, dove lo ha colto la bomba mafiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo l\u2019attentato, la Galleria degli Uffizi, per il tramite del lavoro di Anna Maria Petrioli Tofani (direttrice dal 1987 al 2005) fu sostenuta fortemente dal Governo per la ricostruzione e i restauri, in modo che arrivasse un segnale immediato di rinascita all&#8217;affronto subito. Furono eseguiti i lavori su un grandissimo numero di opere, eccetto due che vennero considerate irrecuperabili: i \u201cGiocatori di carte\u201d di Bartolomeo Manfredi e l\u2019 \u201cAdorazione dei pastori\u201d di Gerard Van Honthorst (Gherardo delle Notti). L\u2019\u201cAdorazione dei pastori\u201d venne restaurata nel 2003 da Lucia Dori a dieci anni dall\u2019attentato, mentre soltanto nel 2014 i Giocatori di carte hanno iniziato un percorso di progettazione del restauro: mi trovavo ai depositi della Galleria per un sopralluogo quando mi sono imbattuta nell\u2019opera e in quel che ne restava. L\u2019opera velinata sul telaio era stata messa nella sala d\u2019ingresso e sul tavolo era deposta la busta contenente tutti i frammenti raccolti da terra tra i quali campeggiava il frammento con le carte da gioco. In qualche modo l\u2019elemento di identificazione del soggetto rappresentato era sopravvissuto, ma rimanendo in quella busta, i frammenti di tela dipinta sarebbero diventati polvere. Ho pensato che attraverso il mio lavoro avrei potuto contribuire, in piccola parte, a salvare una testimonianza di quell\u2019evento drammatico. Approfittando della possibilit\u00e0 di partecipazione al Premio Friends of Florence presso il Salone del restauro di Firenze, chiesi e ottenni l\u2019autorizzazione all\u2019elaborazione del progetto da parte di Antonio Natali, direttore della Galleria dal 2006 al 2016, e con il sostegno di Francesca de Luca allora direttrice del dipartimento relativo. Il progetto si \u00e8 poi concretizzato con il Crowdfunding lanciato dal Corriere Fiorentino e dalle Gallerie degli Uffizi direttore Schmidt e con UBI Banca nel 2017\/2018.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/25-nov-207-768x1024.jpg\" alt=\"Il tavolo di lavoro con la catalogazione dei frammenti su fogli A4 di Daniela Lippi che restaur\u00f2 l'opera distrutta nell'attentato dei Georgofili\" class=\"wp-image-25878\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/25-nov-207-768x1024.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/25-nov-207-225x300.jpg 225w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/25-nov-207.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">25 novembre 2017 \u2013 tavolo di lavoro con la catalogazione dei frammenti su fogli A4 &#8211; Courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>Tutta la documentazione fotografica esistente \u00e8 stata fonte di informazioni sull\u2019aspetto dell\u2019opera<\/strong>: al Gabinetto fotografico degli Uffizi tutto il materiale era in bianco e nero con stampa e negativo intero, e documentava l&#8217;opera dopo il restauro del 1970 e velinata dopo l\u2019attentato; nell\u2019archivio dell\u2019Opificio delle Pietre Dure, che custodisce le schede dei restauri dal 1900 ad oggi, erano conservati dei fotocolor di particolari scattati durante le fasi di pulitura e stuccatura sempre relativi al restauro del 1970. Ma poi ho trovato in rete la vostra immagine a colori, scatto risalente al 1988, guadagnando dunque 18 anni! Per osservarne lo stato di conservazione ma soprattutto i dettagli dei soggetti dipinti, come la <strong>manica riccamente decorata del giocatore che scommette<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"920\" height=\"640\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-manica.jpg\" alt=\"Dettaglio dell'opera di Bartolomeo Manfredi, Giocatori di carte, Galleria degli Uffizi, Florence, Italia. \" class=\"wp-image-25946\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-manica.jpg 920w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-manica-300x209.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-manica-768x534.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/01581556\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dettaglio dell&#8217;opera di Bartolomeo Manfredi, Giocatori di carte, Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>Avere i colori di riferimento<\/strong> \u00e8 stato fondamentale per ottenere una immediata suddivisione dei frammenti e per poterli ricollocare esattamente, pur nella difficolt\u00e0 dei molti colori scuri non perfettamente distinguibili nei toni. Ulteriori fattori hanno giocato un ruolo importante nella fase di ricerca della giusta posizione dei frammenti, tra i quali <strong>l\u2019evidenza del cretto di invecchiamento <\/strong>che \u00e8 considerato una sorta di impronta digitale di ogni campitura. E con il lavoro su programmi di fotoritocco eseguito da Emiliano Vatteroni (amico esperto di grafica digitale, nonch\u00e9 la prima persona che interpellai nel 2014 prima di proporre il progetto alla direzione degli Uffizi) \u00e8 stato possibile sovrapporre in scala i singoli frammenti al reticolo di crettatura evidenziato dall\u2019illuminazione utilizzata al tempo del fotocolor SCALA.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"750\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-cretto-di-invecchiamento-1024x750.jpg\" alt=\"Dettaglio dell'opera di Bartolomeo Manfredi, Giocatori di carte, Galleria degli Uffizi, Florence, Italia. Opera che fu rovinata nell'attentato dei Giorgofili\" class=\"wp-image-25951\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-cretto-di-invecchiamento-1024x750.jpg 1024w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-cretto-di-invecchiamento-300x220.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-cretto-di-invecchiamento-768x562.jpg 768w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/scala_0098368-cretto-di-invecchiamento.jpg 1132w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/search.scalarchives.com\/id\/01581556\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dettaglio dell&#8217;opera di Bartolomeo Manfredi, Giocatori di carte, Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>All\u2019inizio pensavamo di fotografare uno per uno i singoli frammenti, poi, data la loro dimensione medio piccola, capimmo che sarebbe stato possibile scansionare i frammenti posizionati su un foglio A4 e catalogati con codice alfa-numerico. Per ridurre l\u2019area di ricerca abbiamo sovrapposto la foto Scala con quella di ci\u00f2 che era rimasto sul telaio, l\u2019immagine cos\u00ec ottenuta \u00e8 diventata il piano di lavoro per la ricollocazione effettiva. Con la scheda di restauro \u00e8 stata consegnata anche la mappa digitale della ricomposizione eseguita. Il conto finale enumera 615 frammenti catalogati, dei quali non hanno trovato posizione quasi duecento frammenti perch\u00e9 troppo piccoli e impossibili da pulire e trattare come gli altri, pena la loro distruzione. Questi sono stati incollati su due pannelli e posti dentro una cartella appositamente realizzata che \u00e8 stata posizionata sul retro del dipinto ancorandola alla cornice. In futuro potrebbero essere usati per analizzare ulteriormente la pittura di Manfredi. Tengo qui a dire che per le fasi progettuali e operative nella realizzazione del nuovo supporto, non sarebbero state possibili senza la dinamica collaborazione del collega Lorenzo Conti e la preziosa consulenza di Luciano Sostegni, uno dei pi\u00f9 famosi restauratori fiorentini esperto sui supporti tessili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dei &#8220;Giocatori di carte&#8221;, con la materia pittorica lacerata dagli effetti dell\u2019esplosione, \u00e8 stato possibile eseguire un gran numero di campionamenti stratigrafici, sottoposti a microscopia ottica in luce visibile e in luce ultravioletta e analisi al microscopio a scansione elettronica, che hanno rivelato la composizione elementale dei vari strati. Caso eccezionale, poich\u00e9 le indagini di tipo distruttivo sono generalmente le ultime ad essere considerate e solo se le altre tipologie di indagine non distruttive non chiariscono certe informazioni. Questo lavoro fu eseguito da Susanna Bracci con Donata Magrini del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Susanna oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma si appassion\u00f2 tantissimo a questo lavoro sui Giocatori, anche lei sentiva la forza sociale e di memoria che un recupero del genere comportava. L\u2019 opera cos\u00ec recuperata non \u00e8 pi\u00f9 integra ma \u00e8 diventata un documento, memoria e monito di quel terribile affronto.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente la tecnologia cos\u00ec ampiamente diffusa oggi, ha giocato un ruolo fondamentale nel nostro restauro, ruolo che non era disponibile negli anni immediatamente successivi all\u2019attentato. Infatti il restauro del Concerto fu realizzato tra il 1994 e il 1995, e le restauratrici Freschi e Mac Gregor utilizzarono la foto esistente al Gabinetto Fotografico degli Uffizi, stampata a dimensione reale per poter ricomporre correttamente i frammenti staccati, in quel caso di dimensione pi\u00f9 grande rispetto a quelli dei Giocatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fotografie d\u2019archivio sono elementi fondamentali e preziosi in ogni caso, perch\u00e9 \u201cfermano\u201d in una istantanea il momento conservativo, e soprattutto, si rivelano insostituibili quando le opere subiscono traumi catastrofici come quello di Firenze o i vari terremoti che hanno danneggiato gran parte del patrimonio culturale territoriale (da Assisi agli eventi pi\u00f9 recenti di Abruzzo, Marche e Umbria).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"673\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1-sovrapposizione-due-foto-7-settembre-2017.jpg\" alt=\"Sovrapposizione dei due momenti conservativi, cio\u00e8 la foto Scala 1988 e la foto dell\u2019opera nel settembre\n2017 dopo la rimozione delle veline di protezione apposte nel 1993\" class=\"wp-image-25968\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1-sovrapposizione-due-foto-7-settembre-2017.jpg 1000w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1-sovrapposizione-due-foto-7-settembre-2017-300x202.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1-sovrapposizione-due-foto-7-settembre-2017-768x517.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sovrapposizione dei due momenti conservativi, cio\u00e8 la foto Scala 1988 e la foto dell\u2019opera nel settembre<br>2017 dopo la rimozione delle veline di protezione apposte nel 1993 (Emiliano Vatteroni) &#8211; courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"673\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-con-frammenti-al-30-ottobre-2017.jpg\" alt=\"Immagine da elaborazione grafica con frammenti ricollocati al 30 ottobre 2017 dell'opera i Giocatori di Carte distrutta durante l'attentato dei Georgofili\" class=\"wp-image-25972\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-con-frammenti-al-30-ottobre-2017.jpg 1000w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-con-frammenti-al-30-ottobre-2017-300x202.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-con-frammenti-al-30-ottobre-2017-768x517.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine da elaborazione grafica con frammenti ricollocati al 30 ottobre 2017 (Emiliano Vatteroni) &#8211; courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"673\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-con-tutti-i-frammenti-riposizionati-25-gennaio-2018.jpg\" alt=\"Immagine da elaborazione grafica finale, con tutti i frammenti ricollocati al 25 gennaio 2018 dell'opera i Giocatori di carte distrutta durante l'attentato dei Georgofili\" class=\"wp-image-25976\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-con-tutti-i-frammenti-riposizionati-25-gennaio-2018.jpg 1000w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-con-tutti-i-frammenti-riposizionati-25-gennaio-2018-300x202.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-con-tutti-i-frammenti-riposizionati-25-gennaio-2018-768x517.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine da elaborazione grafica finale, con tutti i frammenti ricollocati al 25 gennaio 2018 (Emiliano Vatteroni) &#8211; courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"563\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20180510_205503.jpg\" alt=\"Particolare del mazziere e dello scommettitore, il cui sguardo appare come ulteriore fulcro di quel che resta del soggetto rappresentato dell'opera i Giocatori di carte distrutta durante l'attentato dei Georgofili\" class=\"wp-image-25980\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20180510_205503.jpg 1000w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20180510_205503-300x169.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20180510_205503-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Particolare del mazziere e dello scommettitore, il cui sguardo appare come ulteriore fulcro di quel che resta del soggetto rappresentato &#8211; courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong><em>L&#8217;Archivio SCALA come fonte unica per il restauro dei beni culturali italiani. Come sei arrivata al nostro archivio e come potrebbe essere ulteriormente utilizzato per la documentazione dei beni e le attivit\u00e0 di restauro?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Visto tutto ci\u00f2 che ho raccontato \u00e8 evidente l\u2019importanza storica e documentale di tali fotografie.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019avvento degli strumenti informatici a cos\u00ec larga e diffusa disposizione, le ricerche storiche sono molto pi\u00f9 rapide, indirizzando immediatamente alla giusta area di ricerca specifica. Forse restano ancora molti archivi cartacei che necessiterebbero di digitalizzazione, sia per la loro fruizione ma soprattutto per la loro duplicazione e conservazione futura.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"687\" src=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3_B.Manfredi_LV.jpg\" alt=\"I frammenti riuniti sul nuovo supporto\u00a0 durante l'intonazione cromatica della grande lacuna stuccata  dell'opera i Giocatori di carte distrutta durante l'attentato dei Georgofili\" class=\"wp-image-25986\" srcset=\"https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3_B.Manfredi_LV.jpg 1000w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3_B.Manfredi_LV-300x206.jpg 300w, https:\/\/scalarchives.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3_B.Manfredi_LV-768x528.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I frammenti riuniti sul nuovo supporto&nbsp; durante l&#8217;intonazione cromatica della grande lacuna stuccata (Ottaviano Caruso) &#8211; courtesy Daniela Lippi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong><em>Ti vengono in mente altri casi di restauri recenti in cui gli archivi fotografici disponibili online sono stati una fonte preziosa per le indagini preliminari e per le scelte di intervento?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I restauratori sono affamati di fonti che illustrino lo stato di conservazione delle opere in restauro. Sia fonti di archivio scritto che di immagini. Giusto lo scorso anno, per il restauro di un\u2019opera di Benozzo Gozzoli, \u00e8 stato fondamentale il ritrovamento on line di due immagini della Fototeca Zeri che mostravano l\u2019opera a inizi Novecento, quasi completamente ridipinta, e attraverso l&#8217;incrocio con fonti documentali di met\u00e0 Ottocento si \u00e8 potuto desumere approssimativamente la data della ridipintura.  Quest&#8217;ultima per\u00f2 in un restauro successivo era stata rimossa, lasciando sulla superficie tracce di materia che cos\u00ec abbiamo potuto identificare e documentare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Archivio SCALA, tra memoria e ricerca scientifica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019Archivio SCALA si \u00e8 reso partecipe di questo miracolo della conservazione. Come ha ricordato Daniela Lippi, grazie alla digitalizzazione e accessibilit\u00e0 dell\u2019archivio in rete, il reperimento dello scatto fotografico 1:1 dell\u2019opera \u00e8 stato un tassello fondamentale per la ricostruzione del puzzle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Circa 70 anni dopo la sua nascita come SCALA &#8211; Istituto Fotografico Editoriale, l\u2019intuizione di John\u00a0Clark e Mario Ronchetti, sostenuti e incoraggiati dal celebre storico dell\u2019arte Roberto Longhi, \u00e8 stata confermata. Infatti, fotografare a colori con la massima cura al mantenimento della fedelt\u00e0 dei colori nel tempo e la massima attenzione a catturare anche i dettagli, ha dato non solo a studiosi dell&#8217;epoca fotocolor di altissima qualit\u00e0 da poter utilizzare, ma ha preservato e destinato ai posteri la conservazione fedele delle opere d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda guerra mondiale, lo stimolo di uno studio storico-artistico basato anche sul colore (oltre che sulla linea e il disegno), il progresso tecnico delle pellicole permisero negli anni Cinquanta di avviare un\u2019attivit\u00e0 basata non pi\u00f9 sulla fotografia di opere d\u2019arte in bianco e nero, bens\u00ec a colori. Il nome dell\u2019archivio Scala deriva proprio dalla pratica di apporre a fianco delle opere riprodotta quella scala cromatica (Kodak Color Control Patches) in grado di monitorare nel tempo le variazioni dei colori della pellicola nel tempo. Scala colore che ancora oggi Scala utilizza nelle campagne fotografiche, e che i tecnici di laboratorio Scala sono in grado di gestire per ripristinare fotocolor e pellicole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La continua interazione dell\u2019archivio SCALA con storici dell\u2019arte e tecnici-conservatori del patrimonio artistico italiano, definisce parallelamente alla vocazione commerciale quella di \u201cmagazzino del sapere collettivo\u201d e pone Scala al pari di altre istituzioni pubbliche, capaci di conservare e rendere accessibile il proprio contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>In copertina: 25 novembre 2017 \u2013 tavolo di lavoro con la catalogazione dei frammenti su fogli A4 &#8211; Courtesy Daniela Lippi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A trent\u2019anni dalla strage dei Georgofili, ordinata dall\u2019organizzazione criminale di Cosa Nostra, ricordiamo questo cupo anniversario che scosse Firenze e l\u2019Italia con una storia di rinascita.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":25925,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-25857","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-non-categorizzato"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25857"}],"version-history":[{"count":42,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25857\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26044,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25857\/revisions\/26044"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25925"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/scalarchives.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}