31 Marzo 2025

Turner 250. In viaggio per l’Italia con J.M.W. Turner  

Il 2025 segna un importante anniversario per la storia dell’arte moderna: i 250 anni dalla nascita del pittore J.M.W. Turner (1775-1851). Le istituzioni culturali inglesi hanno avviato un ricco programma di celebrazioni, a cui Scala si unisce mettendo in evidenza una preziosa collezione di schizzi, disegni, acquerelli relativi ai viaggi di Tuner in Italia (1819-1829).

Il 2025 segna un importante anniversario per la storia dell’arte moderna: i 250 anni dalla nascita del pittore J.M.W. Turner (1775-1851). Le istituzioni culturali inglesi hanno avviato un ricco programma di celebrazioni, a cui Scala si unisce mettendo in evidenza una preziosa collezione di schizzi, disegni, acquerelli  relativi ai viaggi di Tuner in Italia (1819-1829). 

Turner e i taccuini di viaggio: il genio in movimento 

Il pittore romantico Joseph Mallord William Turner (1775-1851) è noto per le sue visioni luminose e sfuggenti della natura, capaci di trasformare paesaggi in evocazioni poetiche. Sottesa ai grandi capolavori – come La valorosa Téméraire (1839) o Pioggia, vapore, velocità (1844), entrambi conservati alla National Gallery di Londra – troviamo una costante pratica del disegno e da una vasta produzione di taccuini e schizzi di viaggio. 

Turner fu un viaggiatore instancabile. Dal primo viaggio documentato nel 1792 fino agli ultimi anni della sua vita, attraversò l’Inghilterra, il Galles, la Scozia e l’Europa continentale, armato dei suoi inseparabili taccuini. Questi piccoli volumi, spesso riempiti con schizzi rapidi e annotazioni, erano il suo strumento principale per catturare l’immediatezza delle impressioni visive. 

I taccuini di Turner non erano semplici diari di viaggio ma autentici laboratori di sperimentazione artistica. Al loro interno si trovano disegni a matita, acquerelli, studi di luce e composizioni preliminari per le sue opere più celebri. Spesso, questi schizzi non erano destinati alla riproduzione fedele, ma servivano come punti di partenza per elaborazioni più complesse in studio. 

L’Italia e l’ispirazione mediterranea 

Uno dei periodi più fecondi della sua produzione si colloca nei viaggi in Italia tra il 1819 e il 1829. Qui Turner rimase affascinato dalla luce mediterranea e dai paesaggi classici, riempiendo decine di taccuini con vedute di Roma, Venezia, Napoli e della campagna italiana. L’influenza di questi appunti è evidente nelle sue opere successive, dove la luce e il colore diventano elementi sempre più dominanti. Turner non si limitava a dipingere la realtà: la reinterpretava, la filtrava attraverso il suo sguardo sensibile e la restituiva come pura emozione visiva. I suoi taccuini, scrigni di idee e intuizioni, ci permettono ancora oggi di entrare nel cuore pulsante del suo genio creativo. 

L’occasione per il primo viaggio di Turner in Italia fu l’incarico di illustrare The Picturesque Tour of Italy dell’architetto inglese James Hakewill. L’artista partì per l’Italia nell’agosto 1819, con tappe a Torino, Milano, Como, Verona, Venezia, Ancona, Roma, Napoli, Paestum e Lerici.  

Questo primo viaggio in Italia segnò profondamente la produzione artistica di Tuner e lo studio della luce, come testimoniano gli studi a colori, sia ad acquerello che a gouache, ma anche la grande tela eseguita di ritorno a Londra nel 1820 Roma vista dal Vaticano, conservata presso la Tate Britain. 

Il fascino del Bel Paese attirò Turner nuovamente in Italia tra il 1828 e il 1829. Già celebre per la sua capacità di catturare la luce e l’atmosfera nei suoi paesaggi, Turner giunse nella Città Eterna con l’intento di approfondire lo studio della pittura italiana e dei grandi maestri del passato. 

Durante il secondo soggiorno italiano, Turner si dedicò con fervore alla produzione di schizzi e acquerelli, raffigurando monumenti iconici come il Colosseo, la Basilica di San Pietro e il Foro Romano. La sua attenzione si concentrò non solo sull’architettura classica, ma anche sugli straordinari effetti di luce e colore che la città offriva all’alba e al tramonto. Le vedute romane di Turner restano tra le più affascinanti testimonianze della sua ricerca pittorica e del suo dialogo con il passato. 

Uno degli aspetti più significativi di questa esperienza fu il confronto con l’arte di grandi maestri, come Tiziano e Claude Lorrain, il cui trattamento atmosferico del paesaggio influenzò profondamente le opere successive di Turner. Inoltre, la sua partecipazione all’esposizione dell’Accademia di San Luca nel 1828 consolidò il suo legame con la scena artistica romana. 

Oggi, molti dei taccuini di Turner sono conservati alla Tate Britain e rappresentano una testimonianza unica del suo processo creativo. Grazie a questi documenti, possiamo seguire il percorso mentale dell’artista, dall’osservazione diretta alla trasformazione pittorica. Il loro studio rivela il segreto della sua modernità: la capacità di cogliere l’essenza fugace della natura e di trasmetterla con una straordinaria intensità emotiva. 

Scala è lieta di poter distribuire le immagini della Tate Gallery in Italia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Polonia e Russia. Contattaci per maggiori informazioni sulle collezioni della Tate Gallery e sull’opera di J.M.W. Turner conservate nei più celebri musei del mondo. 

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In copertina: Napoli: Roma. C. Quaderno di studi [Finberg CLXXXVII], Il Vesuvio e la Penisola Sorrentina da Via Posillipo. 1819. Tate Gallery, Londra, Gran Bretagna – TG00126

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